Benvenuta Tessa-Rose Luft (7 settimane post parto)

Finalmente, dopo quasi due mesi dalla nascita di mia figlia, sono riuscita ad accendere il pc (il quale, ho appena scoperto, necessita di una nuova batteria). Partorire è stata tutta un avventura e devo ammettere che sulle prime mi ero ripromessa che se avessi mai avuto un altro figlio o figlia, sarei tornata in Italia circa un mese prima del parto perchè dire che qui mi han rovinata è poco.
Per fortuna adesso, però, le cose piano piano stanno cominciando a tornare quasi normali.

Ma iniziamo per gradi. Tutto è iniziato il 17 giugno 2017, quando a 38 settimane di gestazione, stesa dall’allergia ai pollini, ho chiamato l’ostetrica per sapere se potevo prendere un antistamico. Di risposta, mi è stato chiesto quante volte al giorno si muoveva la bambina; domanda alla quale ho risposto dicendo che sentivo la bambina 3-4 volte al giorno. Allarmata da questa cosa -secondo l’ostetrica avrei dovuto sentire la bambina ALMENO 10 volte all’ORA (non voglio nemmeno commentare a riguardo…), l’ostetrica mi ha chiesto di andare in ospedale e una volta messa immobile sul monitor ho sentito la bambina scalciare dieci a volte in un’ora, forse anche 12 o 13, ma… per il team dell’ospedale di Hillingdon questo non era abbastanza per mandarmi a casa di sabato sera in una Londra super afosa. Mi hanno fatto un ecografia, che è poi è stata letta male, e mi sono trovata indotta a mezzanotte e mezza a causa di poco liquido amniotico. 
Nonostante mi avessero ricoverata d’urgenza, l’ostetrica di turno mi ha detto: “Ti indurremo probabilmente lunedì”. Così ho risposto: “Mah, la sua collega mi ha detto che mi deve indurre stanotte…”. Questa povera rimbambita mi guarda e mi dice che sarebbe andata a dare un’occhiata alla cartellina blu con le mie note.
In quel momento, sono caduta dal pero. Ho guardato Gavin, che anche lui aveva un’espressione perplessa, e gli ho detto: “Ma le guarderà prima di venire qui la cartellina blu…”.
All’una, mezz’ora dopo l’induzione, ho cominciato ad avere le contrazioni. Molto irregolari e non troppo dolorose. Verso le 6 del mattino però, dopo una notte di caldo assurdo, in una stanza senza ventilatori o aria condizionata, la situazione ha cominciato a cambiare: avevo contrazioni ogni minuto di 5-10 secondi l’una e il dolore era atroce. Dopo 20 minuti da quando l’avevo chiamata, l’ostetrica (una diversa da quella della notte precedente) mi ha portato della tachipirina per “calmare” il dolore e mi ha detto che se non succedeva niente, dovevo stare così fino a quando non sarebbero passate 24 ore dall’induzione. Ovviamente, quando si ha il dolore da contrazioni, la tachipirina cosa volete che faccia? Nulla!
Verso sera, e dopo una doccia calda, il dolore ha cominciato a diventare insopportabile e ho implorato l’ostetrica di turno (un’altra ancora) per un antidolorifico più forte. Mi è stata somministrata una puntura di morfina, con la quale sono entrata in un limbo di dormiveglia dove continuavo a sentire le contrazioni, ma non con la stessa intensità. L’effetto della morfina sarebbe dovuto durare 5 ore, ma dopo 2 ore mi sentivo già come se non avessi preso niente, e il dolore portato dalle contrazioni era tornato ad essere forte.
A mezzanotte, mi hanno tolto la fettuccina ormonale che mi avevano messo nel collo dell’utero, e mi è stato riferito che avrebbero lasciato il mio corpo riposare per 6 ore prima di effettuare un’altra induzione nel mattino. Mi è poi stato anche detto che, cacciata la fettuccia, le contrazioni sarebbero cessate. (Balle!) Durante la notte mi è stata somministrata un’altra puntura di morfina (piuttosto che farmi una flebo, rompermi le acque o farmi un cesareo), ma dopo poche ore ero nuovamente in agonia. Mi hanno indotta di nuovo, con possibilità che l’induzione non funzionasse, e mi è stata somministrata più morfina alla quale pensavo di essere diventata immune.
Dopo quasi 3 giorni così, ho cominciato a implorare un cesereo. Ero così arrabbiata e dolorante, con contrazioni ovunque, che, piena di lacrime, ho cominciato ad urlare in faccia all’ostetrica. In quel momento, ho sentito un POP nella pancia e mi si sono rotte le acque. Se le contrazioni fino a quel momento erano state dolorose, non erano nulla in confronto a quelle che sentivo una volta rotte le acque. Da quel momento le cose hanno iniziato ad andare abbastanza velocemente. Mi hanno dato Gas&Aria, che è un antidolorifico che tu aspiri e ti fa sentire come se avessi preso una balla pesante, e mi han portato in sala parto da quando ero 1cm dilatata per farmi un epidurale. E… abbiamo aspettato.

Dopo 8 ore, ero dilatata di 12 cm (l’ostetrica non si è accorta che ero arrivata a 10cm prima del previsto), e ho cominciato a spingere. C’erano tre ostetriche che mi hanno assistita durante il parto: una stava a fianco a me con la mano sulla pancia che mi diceva quando spingere durante le contrazioni e due erano davanti a me a far arrivare la bambina. Perchè ero a 12cm di dilatazione, la bambina doveva arrivare velocemente e mi hanno tagliata per aiutare il parto.
Dopo una mezz’oretta, all’una meno cinque del mattino, una bambina appiccicaticcia mi è stata messa tra le braccia. Penso che quello sia stato, e sarà sempre, il momento più bello della mia vita.
Dopo tre giorni di agonia e tutte le varie medicine che mi erano state somministrate, non mi sono potuta godere mia figlia per molto prima di addormentarmi. Non mi sono nemmeno accorta quando mi hanno dato i punti. Ero talmente tanto drogata che ho dormito fino alle 6 del mattino dopo.

E così, Tessa-Rose è nata il 20 giugno 2017. Non riuscivo a smettere di guardarla per nemmeno un minuto, tanto era bella.

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Mi sono fatta dimettere il giorno stesso. A poche ore dal parto, le ostetriche e infermieri hanno cominciato a tormentarmi perchè volevano che camminassi (avevano bisogno che il letto fosse libero e disponibile per un’altra paziente il prima possibile), nonostante le gambe ancora non reggessero il mio peso corporeo e avessi il catetere attaccato.
Ricordo di aver pensato “Stare male per stare male, preferisco stare male a casa mia”, e così ho chiesto quali fossero i requisiti per essere dimessa: “Deve passare almeno 400ml di urina due volte nel corso della giornata”, mi hanno detto.
Ho mandato Gavin a comprare due bottiglie d’acqua da 2L e alle 4 del pomeriggio ero a casa mia, con Gavin e la nostra bambina.
Nonostante il dolore atroce in mezzo alle gambe, ero felice come una pasqua.

Ma ditemi un po’: dopo quanti giorni vi dimettono in Italia? Cosa vi dicono riguardo a prendersi cura dei punti? Vengono puliti i bambini dopo essere nati?

Spero che il post non sia stato noioso.
Ci aggiorniamo (spero) presto.
Ps: è poi risultato che di liquido amniotico ne avevo in abbondanza. Yay! 😪

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